Febbre all’Ikea

Se insegni non sei mai stanco come alla chiusura natalizia del trimestre.
Forse perché pensi che manca molto più della metà alla fine della scuola.
Forse perché il temuto pranzo di natale si avvicina.
O perché via XX viene talmente presa d’assalto dalle famiglie in cerca di regali che servono vigili per il traffico pedonale. In piu’ da padana, dove c’è la stessa temperatura dal mattino alla sera, il clima genovese (un giorno c’è il vento di Bora, quello dopo 20 gradi il sole e la primavera e quello dopo ancora la pioggia alluvionale) mi è inconcepibile.
Dunque, il virus preinfluenzale ne approfitta.
E quel che rimaneva di me e della mia creatività, me l’ha aspirato l’Ikea.
Lasciatemi qui a morire nel reparto bambini.
(La minavagante will survive)

I fiori del natale

Vieni, o Bellezza, dal profondo cielo
o sbuchi dall’abisso? Infernale e divino
versa insieme, confusi, carità e delitto
il tuo sguardo: assomigli, in questo, al vino.

Racchiudi nei tuoi occhi alba e tramonto. Esali
profumi come un temporale a sera.
Sono un filtro i tuoi baci, la tua bocca un’ampolla
che l’eroe fanno vile e il fanciullo ardito.

Esci dal gorgo nero o discendi dagli astri?
Il Destino, innamorato, ti segue come un cane;
sémini capricciosa felicità e disastri,
disponi di tutto, non rispondi di niente.

Cammini, Bellezza, su morti, e di loro sorridi;
fra i tuoi gioielli l’Orrore non è il meno attraente
e, in mezzo ai tuoi gingilli preferiti, l’Assassinio
danza amorosamente sul tuo ventre orgoglioso.

Abbagliata l’effimera s’abbatte in te candela
e crepita bruciando e la tua fiamma benedice.
Cosí, chino fremente sul suo amore, chi ama
sembra un moribondo che accarezza la sua tomba.

Che importa che tu venga dall’inferno o dal cielo,
o mostro enorme, ingenuo, spaventoso!
se grazie al tuo sorriso, al tuo sguardo, al tuo piede
penetro un Infinito che ignoravo e che adoro?

Che importa se da Satana o da Dio? se Sirena
o Angelo, che importa? se si fanno per te
– fata occhi-di-velluto, ritmo, luce, profumo, mia regina –
meno orrendo l’universo, meno grevi gli istanti.

Charles Baudelaire, Inno alla Bellezza XXI da Spleen e Ideale, in I fiori del male

Il mio selfie migliore

Mi scappa la fotocamera,

che quasi il telefono cade per terra.

Nel frattempo arriva un cane,

che mi corre incontro,

ma fugge via

per evitarsi un iPhone 7 plus

sulla testa.

Il telefono parte,

scatta in movimento.

Tutto in un unico istante.

Una foto non bisogna mai cercarla,

o ci appare,

o siamo noi che capitiamo a lei.

Il mio selfie migliore.

 

Randagi

Se nei giorni di sole,
si nascondono sotto alle berline
e ogni tanto escono a prendere pigri uno sprazzo di sole.
I gatti randagi,
quando piove,
si dividono le barche e i cimiteri,
i tunnel e i tombini.
E quando uno si sbaglia ed entra
nel nascondiglio di un altro,
gli soffia
senza graffiarlo perchè sa quanto è dura,
là fuori.

Si spelacchiano solo un po’
e spariscono per giorni,
anche se oggi non sono ancora tornati,
da un momento all’altro li vedrai arrivare.
Come se nulla fosse
ci chiedono se siamo sopravvissuti
e rimangono ad aspettare una risposta,
indifferenti nel muso.

La nuit

La nuit
est empanachée
comme l’enfance.
Seulement fait
pour le bonheur de vivre.
La notte piumata// La notte piumata è come la fanciullezza.// Fatta unicamente per la felicità di vivere.//

 

 

 

 

 

La spunta grigia


10 milioni di
Ti odierò per sempre.
400 milioni di
Io comunque ti amo.
800 milioni di
Ti meriti quella puttana.

Son ultimi pensieri,
rabbie,
sintesi,
anatemi.

Rimangono sul cellulare di chi li ha spediti.
Ma se questa è solo una prova che sono partiti,
spunta sola e grigia,
la certezza che non sono arrivati.
Ma se lui o lei ti han bloccati,
I tuoi messaggi dove sono andati?

Se le spunte blu son cielo e mare,
quella grigia sa di fine
e le parole, quando rimangano bloccate,
come quelle mai dette ai morti,
van perdute.

Sulla Rinascente 2

Lo so che è già il secondo blog relativo alla chiusura della Rinascente.
E mi scuso con voi.
Ma ormai aspetto solo le pause tra scuola e vita per andare in quello strano luogo di confine tra vita e morte.
Mi fa un effetto simile allo psicologo.
Ma gratis.