Flashdance-300x165È il primo giorno di primavera, 
ma per me è solo il giorno 
che ho perso te ….

Cantavano tristemente i Dik Dik. Perché la primavera poi, per quanto sembrino tutti impazziti di gioia da qualche giorno, non è che sia tutta rosa e fiori. Vogliamo parlare del sonno? Continuo e che non corrisponde alla quantità di ore dormite. Ultimamente mi sveglio come se nella notte mi avessero picchiato senza ritegno. E poi c’è la debolezza, motivo per cui comincio a prendere l’Eufortyn, il Difenimmun, il Tubesconcolon e qualsiasi altra diavoleria che l’industria farmaceutica abbia messo in commercio per tirarmi un po’ su, non prendere le malattie altrui, aumentare le difese immunitarie e combattere lo stress da colite. In fine l’allergia. Di questo quasi non vorrei parlare. Vivere in mezzo ai fazzoletti in un eterno raffreddore, una delle peggiori punizioni divine.

Vi svelerò il mio segreto per resistere a tutto questo. Una cosa imbattibile, straordinaria e che funziona, ma per capire dovete farlo anche voi.
Se questo collegamento ipertestuale non funzionasse, Flashdance final dance,cercatelo adesso su Youtube. 

L’avete già visto lo so, ma non è la stessa cosa. Datemi retta, riguardatelo ora.

Jennifer è spaventata, si vede dal tremore quando mette la puntina sul disco. L’emozione gioca brutti scherzi ed inciampa, svegliando la commissione, annoiata. A quel punto, questa gigantessa dice: “Scusate ricomincio”

Si vede da subito che questa volta c’è ritmo, a me vengono i brividi già ai primi salti. Irene canta la prima strofa quasi da sola, accompagnata solo da un arpeggino, che è già bello, ma poi arriva la batteria e tutto quel contagioso ritmo anni ’80. La signora senza più speranze attende ad accendersi la sigaretta, il critico con sigaro si risistema gli occhiali, la timida zitellona guarda gli altri incredula. Quando, danzando splendidamente, Jennifer indica la commissione, il piede batte, il naso soffia a ritmo di musica e tutti noi vorremmo, se no lo stiamo già facendo, ballare, saltare, “break-danzare” con lei. “Brava” dice commossa colei che non ha mai ballato, ma avrebbe sempre voluto e il critico, che non crede ai suoi occhi così abituati al talento, fa quasi cadere il sigaro.
Ecco: quando non ce la faccio più, me lo riguardo. Anche più volte al giorno.
Forse il fidanzato che attende nell’abbraccio, col cane ubbidiente, la Porsche e i fiori è troppo anche per me.

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