25 Aprile

piani-300x22325 aprile. 14.30. Sole. Lungomare Europa.

La passeggiata che unisce Cogoleto a Varazze oggi è come l’outlet di Serravalle il primo giorno di saldi. Non si riesce neanche a vedere quanto è bella, da quanta gente c’è. Provo ad affacciarmi verso il mare, rischio di essere travolta da un tandem guidato da ubriachi. O dalla pattinatrice pazza che oggi ha deciso di smaltire tutti  i chili volati insieme alla primavera e alle colombe pasquali. La sua amica arriva scintillante nel completo fluo, molto più magra e per farla morire d’invidia le grida:

“Pronta per la prova costume?”

Un bambino dall’accento piemontese fa correre una macchinina telecomandata. Mi intenerisco, fino a quando non vedo una mini impazzita con tanto di bandiera dell’UK sul tetto e sugli specchietti che punta alle mie ginocchia. Devo scappare. E in fretta.

Mi sfrecciano davanti i Runners, sono tanti, velocissimi. Ci saranno 30 gradi almeno e io sto sudando orrendamente nel completo da città, mentre loro perfetti con le cuffiette super tecnologiche, sembrano freschi di doccia.

A quel punto arriva. Il trenino. E’ rosso sembra appena uscito da un cartone animato e porta con una proporzione del 70 % adulti e del 30 % bambini. Ha una colonna sonora. Non la riconosco perché una signora lo rincorre gridando.

“Non ha fatto la fermata, è un’ora che l’aspetto. Come la mettiamo?”

THE TRAIN OF PAIN AND SUFFERING cantava Nick Cave.

A quel punto, quando non mi sembra più di aver speranze, mentre sento

“A Milano è inverno rispetto a qui, che figata”

Una bambina accanto a me chiede alla mamma

Mamma che santo è oggi?

e la mamma Non è un santo tesoro

e la bambina è l’anniversario di Babbo Natale?

e la mamma No.

e la bambina E allora che festa è oggi?

e la mamma  E’ la festa della libertà.

Davanti a quella verità mi immergo nei profumi di pino e di macchia mediterranea, di nuovo felice.


April in Paris

aprile_a_parigi…Non ho mai conosciuto il fascino della primavera,
non l’ho mai incontrata faccia a faccia
Mai pensato che il mio cuore potesse cantare
perso in un caldo abbraccio…
Il mio locale preferito a Parigi è circondato da castagni in fiore, come nella canzone: oggi tra essi filtrano i raggi di un sole incerto.
Quella di Madame Fleurie è una trattoria.
Questa bellissima donna è la cameriera e moglie del proprietario. Presenta i piatti ai clienti mostrando una lavagna dove è scritto in bella grafia il menu. Madame ogni giorno sfodera un tailleur diverso.
Lei, per la mia gioia, rende falso il detto: Mangiare non è Chanel.
Ogni volta che vado, annoto sul mio quaderno cosa indossa.

Venerdi’ 18 Aprile.
Competo giacca e gonna con baschina laterale.
La giacca ha un micro dettaglio animalier ai bordi.
Sandalo allacciato dietro.
Anello nero, rotondo.

Sabato 19 aprile

Completo giacca e gonna nero.
Le spalline della giacca riportano un leggero voulant.
Cintura sottile nera di vernice.
Camicia di seta con riga orizzontale bianca e nera.
Scarpa chiusa nera.
Madame é il mio aprile a Parigi.


La mia casa è del futuro

IMG10232Fresca di Salone del Mobile ora so come sarà la casa del futuro.

E mi sono resa conto quanto Venti Settembre Venti sia totalmente avveniristica.

Nella casa del futuro si controllano gli elettrodomestici direttamente dalla TV, naturalmente 3D, ultra piatta e capace anche di fare un buon caffè. Eccola. Marca Roadstar, reduce degli anni ’90, una larghezza di 50 cm, che quando si spegne illumina  la stanza per dieci minuti..Radioattività?Nella casa del futuro la prima cosa sono gli schermi. E devo dire che gli schermi in via Venti  non mancano.

IMG10230C’ è lo schermo del Nintendo, gentilmente regalatomi dall’amico informatico proprio quando distrussi quello del compiuterino (il più piccolo nella foto).  Ripassando prima di un esame di legislazione dello spettacolo, gli auricolari rimasero chiusi proprio dentro al potente mezzo tecnologico. Non resse all’impatto.Ma vogliamo parlare di quanta arte c’è in quella rottura?
Non ha niente da invidiare alle mitiche macchie di Rorschach ed è sempre un argomento di conversazione con gli ospiti. “Caro, cosa vedi nel computer?”

Poi, sempre nella casa del futuro,  ci sono i portatili che comandano i nuovissimi elettrodomestici che combinano la migliore tecnologia: Smart WiFi, sistema Auto Optimal Wash, Digital Inverter, schermo touch.  La casa si trasforma in un ambiente intelligente.
Ed ecco i miei portatili.  Che due non ne fanno uno e le mie povere allieve lo sanno. Il primo pesa 5 kg e l’ho rubato a mio padre, perché il secondo si era rotto. Da quando è stato “aggiustato” non trova più le linee wireless. Penso che non si stiano simpatici, ma certamente insieme mi detestano.
IMG10231Infine un giorno avremo degli stupendi elettrodomestici. Per esempio i forni che tu puoi accendere con una App dal cellulare e che ti mostrano a che punto è il pollo mentre sei dall’altra parte della città.Quasi come il mio Jinchang. Un mistero come sia entrato in casa, da dove venga..che la leggenda delle prostitute cinesi in via Venti fosse vera..Direttamente da Via Venti Settembre verso il futuro.

 


Il bene culturale

IMG10228-300x225“Specchio, specchio delle mie brame, chi è la più laureata del reame?”

“Sei tu, mio bene culturale, ma cancellalo dal curriculum vitae. Se no, mai nessun ti farà lavorare”

Io sono un’eterna nullafacentessa, nel senso che ho sempre puntato a lauree inutili, ma bellissime.

Poi un giorno qualcuno mi disse: “Ma lo sai che se prendi tre lauree per lo stato italiano diventi un bene culturale e ti arrivano cento euro al mese? ”

E a quel punto la mia vita cambiò.
Avevo una meta, un obiettivo: quei cento euro di vitalizio mensile.
Avrei potuto comprarmi:

Una bottiglia di Champagne (di discreta qualità)

Una manicure/pedicure rosso lacca, che una donna la capisci guardandole mani e piedi

Ma soprattutto, una che è un bene culturale secondo me dovrebbe:

Ricevere molte proposte di fidanzamento

Avere dei fans, perché se li merita

Bere gratis nel bar principale del paese, quello in piazzetta aperto alla domenica

Entrare gratis nei musei di storia naturale di tutto il mondo

e cose così.

“Specchio, specchio delle mie brame chi è il miglior bene culturale del reame? ”

“Tu, mia inutile laureata. Se continui così più nessuna laurea ti verrà negata”