Il panda del 66

panda-225x300Oggi è un domenica, un giorno di festa. Da quando Alice mi ha abbandonato il week end è così lungo da passare. E poi io non sono un patito del calcio. E’ stato proprio suo papà a buttarmi nel cassonetto. Per il suo dodicesimo compleanno le ha comprato un biglietto per lo show di Violetta e un karaoke semi professionale. A quel punto bisognava fare un po’ di spazio nella stanzetta. D’altronde io sono un panda gigante di peluche tutto un po’ rovinato, cosa mi aspettavo.. Siamo stati insieme 8 anni. E pensare che è stato proprio lui a comprarmi nel negozio di giocattoli per i cinque anni di Alice. Chi la vita ti da, la vita ti toglie…ironia della sorte. Dunque stamane mi son tirato su le maniche, ho messo un po’ di contorno occhi dato che queste occhiaie sono un disastro e son partito per farmi un giro sul 66. Che strana questa città, fino a qualche giorno fa pareva di essere nella fase finale di Blade Runner ed ora splende un sole che sembra giugno. Quando è così bello penso sempre ad Alice, a quando i raggi filtravano dalla finestra illuminandole i capelli come grano maturo. Ma anche quando piove penso ad Alice: a quando guardavamo insieme 2 volte di seguito Kung Fu Panda perché fuori diluviava. Adesso guarderà X Factor con la sua amica Violetta? Gli amici mi dicono che dovrei non pensarci ed, ogni volta che mi viene in mente, far cose appaganti. Io ci provo, ma l’unica cosa più divertente di Alice è mangiar bambù e, insomma, non sono proprio un figurino. Devo mantener la linea se voglio che un’altra bambina mi adotti. La psicologa mi ha detto che devo puntare sull’autostima. A questo proposito mi son scritto dei punti:
1)sono l’emblema nazionale della Cina
2)sempre in Cina appaio sulle monete d’oro
3)faccio simpatia a tutti  4)mi hanno fatto il simbolo del WWF.
Poi..poi basta direi..tralasciando la saga cinematografica già citata. Quindi sono certo che presto, anzi nel percorso del 66 riuscirò a trovare una nuova bambina che mi voglia bene, magari anche più di Alice e soprattutto più di suo papà.
Ma.. quella bambina bionda alla fermata sembra proprio lei…
“Sono qui Alice, come stai bene.., non son riuscito a prenotare la fermata, sai come son gli autisti.., vuoi raggiungermi al capolinea in piazza Di Negro…?”

 


Io ballo da sola, ma con le cuffie.

5391-58011-300x225Per essere sabato sera Piazza De Ferrari è insolitamente piena di giovani.
Saranno tutti angeli del fango, mi dico.
Guardo meglio: niente melma, ma cuffie. E’ la Silent disco, mi spiegano: dei dj mettono la musica ed invece di utilizzare un sistema di altoparlanti, la trasmettono via radio. Il segnale viene dunque raccolto dalle cuffie wireless indossate dai partecipanti. Ci sono 2 canali, quindi addirittura sei tu che decidi cosa ascoltare.
“Mi volete dire che questi ballano sentendo nelle cuffie musica diversa??”E perché non se ne stanno a casa loro, penso, che magari senza esagerare che poi arriva la vicina di sopra, potrebbero ballare con un volume decente.
“Ma scherzi? è troppo cool. Evita l’inquinamento acustico e il disturbo della quiete pubblica…Quelle di Sestri Levanti e Chiavari sono mitiche”
Io non mi fido. Mi metto le cuffie del pianoforte che uso per l’mp3 e faccio un sorriso da sballata al buttafuori. Lui ferma quella dietro di me dicendole: “Senza cuffie son 15 euro”
L’ho fregato, come quando al posto di blocco fermano quello prima di te.
Entro piena di preconcetti.
Penso che se c’era una cosa bella della discoteca era che si cuccava.
Qui è veramente difficile o comunque strano. Ballando, se vuoi dire qualcosa a quello davanti ti avvicini fisicamente e gliela gridi nell’orecchio, in modo da stordirlo per le prossime tre ore con il tuo profumo. Ora non puoi.
Poi, essendo due i canali, c’è gente che balla una cosa e gente che balla un’altra.
Rompe l’empatia: è come andare al cinema insieme e veder due film diversi. Magari in una cuffia c’è un pezzo molto movimentato e nell’altra uno lento.
Non so se sembrano più sociopatici o psicolabili, una sorta di conseguenza estrema alla già curiosa tendenza della gente che parla con gli auricolari per la strada.
Prima blateravano, ora addirittura ballano da soli e non come lo intendeva Bertolucci nell’omonimo film.
Nelle mie cuffie non c’è niente però. Quindi mi aggiro nel cortile di palazzo Ducale, intontita dalla situazione, dalla folla, dagli odori.
Tutto è maledettamente suggestivo, a partire dalla luce che con i led colorati sul bianco del cortile è spettacolare.
Centinaia di persone ballano nel silenzio. Sembra una soggettiva di un film e mentre fantastico su chi vorrei alla regia di questa scena mi si avvicina uno, carino, biondo e discretamente elegante che mi chiede:
“Nelle tue cosa si sente?”
E io rispondo, ammiccando: “Il requiem di Mozart”. Purtroppo non faccio in tempo a vedere il feedback che un bestione puzzolente mi dice: “Bello, ma te lo vai ad ascoltare fuori”
E mi accompagna silenziosamente all’uscita.

 


Io non spalo, ma compro

angeliGiovedì 9 ottobre 2014. Via XX Settembre 20 ore 22. Interno notte.
Questa sera non esco, no. C’è Basic Instinct su Iris, il ciclo Douglas Dinasty ed io lo amo lo sguardo di Michael. Tra rompighiaccio, gambe accavallate e Jack Daniels ad un certo punto salta il mio satellitare. Dio come la manda, penso. Nessun problema, non rubo più internet al vicino. Mi butto sullo streaming del film quando
Vuoi migliorare le tue prestazioni sessuali?(bé..)
Hai vinto un milione di euro
Cuccioli di dobermann gratis (manco mi pagassero)
Capisco che solo l’ospedale Maggiore guarirà il computer da tutti questi virus. Ma ne è valsa la pena, tra Michael e Kirk non saprei chi è più sexy. Peccato che proprio mentre non si capisce se Sharon è colpevole o no salta la corrente.Sta succedendo qualcosa di strano. Mi auguro non sia quello che penso. Cerco una candela, apro la porta d’ingresso, la luce di sicurezza del piano è attivata, gli ascensori parlanti tacciono, sono saltati, la luce non basta, per fortuna ho accendini ovunque, anche se non so perché sono anni che dico di aver smesso di fumare. La graziosa candela bianca coi fiori non si trova, il silenzio combatte contro la pioggia che accende la stanza ad intermittenza. Mi addormento con difficoltà e con lo spioncino aperto perché ho paura, come i cani a Capodanno.

Venerdì 10 ottobre, Via Venti Settembre 20 ore 10. Esterno giorno.
Un morto. La disperazione, le strade semivuote, negozianti contro giornalisti, giornalisti verso negozianti, negozianti e giornalisti contro il sindaco. Gli oggetti si nascondono sotto il fango, come fosse neve. I racconti della gente, il cielo che sembra divertirsi da lassù come guardasse da diciassettesimo piano dello sky-scraper di Brignole.
Il Bisagno continua ad esondare su Facebook, milioni di volte. Sempre uguale. E’ comunque un déja vù e rispetto al novembre 2011 manca solo la voce di Maini. Anche se sono certa che da qualche parte se la sta prendendo con il presidente degli yogurt.
Stasera tutti nelle case con la paura del Mostro a guardar le televisioni come in una canzone di Vasco cantata dalla Mannoia.

Sabato 11 ottobre, Via XX Settembre 20 ore 10. Esterno giorno.
Sono arrivati dei giovani: sono belli e sporchi. Spalano come dei disperati. Nelle poche pause alcuni si fanno i selfie, altri cercano di cuccare, ma mi piace anche questo. Comunque non mollano la pala, come se finalmente potessero fare qualcosa, avessero il loro riscatto dalla fama di mammoni, lazzaroni, mantenuti.
Come ci si comporta con un Angelo? A Genova lo si ringrazia, gli si offre il caffè. Ed io? Io compro.
10 euro di focaccia da Mario. Prendo un’Angela carina e magra e le dico:  “Per te e gli altri ragazzi che lavorano” Le si piazzerà sui fianchi? Comunque poi li brucia, dai…
50 euro di monili in una oreficeria alluvionata.
75 euro di vestiti infangati.
Io non spalo, ma compro.
Certamente non è molto, forse non è abbastanza, ma è quello che posso fare per la mia Venti Settembre bagnata.
Ma la pioggia sta ricominciando a battere forte…

 


Uno è troppo poco, ma tutti non posso averli

IMG10403-300x225Chi mi conosce sa quanto io ami i profumi.
Per molto tempo ne ho usato solo uno. Lo portava un’amica di mia madre e quando da bambina la sentivo emanare quella classica fragranza la rincorrevo ovunque come un serpente ammaestrato. Così ho continuato nell’adolescenza. Tutti sapevano cosa regalarmi. I fidanzati più innamorati  mi creavano il kit: saponetta, bagnoschiuma, crema corpo. I miei collant sapevano di rosa di maggio, raccolta a mano nelle ore del mattino. Quello sarebbe stato il mio profumo e non l’avrei mai tradito. Idealismi dell’adolescenza?
A vent’anni studiavo a Bologna con la mia migliore amica. Usava una fragranza che le conferiva un odore più che una profumazione, qualcosa di persistente e sensuale. Quando andava in università presto la mattina ( io facevo il Dams…) me ne spruzzavo un po’. Non era come su di lei. Ma comunque quando lo mettevo mi sembrava di sentire scrosciare una cascata giapponese e di trovarmi in quel luogo magico dietro alla rapida dove ci si nasconde nei film tra i fiori bianchi protagonisti di quel bouquet. Non l’ho mai comprato quel profumo.
Ma da allora ne ho comprati tantissimi altri. Mai perché li sentivo in profumeria, ma perché erano sulla pelle delle persone, mi raccontavano di loro, più delle loro macchine, delle loro scelte, dei loro amori. Quello di mia sorella, di quell’amica, a volte addirittura delle persone che fermavo per la strada.
Quando mi innamoravo di un uomo e mi mancava o finiva mi compravo il suo profumo e mi sembrava di nuovo vicino. E’ un escamotage molto utile, lo consiglio.
Ho un look per fragranza, un aroma per stato d’animo e un effluvio per ogni occasione. Ma la cosa che mi colpisce di più e che più ne posseggo e più desidero sempre quello che non ho. Quando poi lo compro è come se perdesse un po’ di valore, mi stancasse già. Natura umana?
Forse non ho trovato quello giusto. Almeno così si dice.
Ma tutti certo non posso averli. Tornerò ad un unico profumo o continuerò a desiderare bouquet diversi fino a quando non li posseggo?
Non so rispondere, ma posso affermare che se continuo così, a parte cominciare a condirci l’insalata come affermavo a marzo ne il Pranzo di primavera, l’unico profumo che dovrà cominciare ad interessarmi è l’Eau d’Argent, de Parfum però, e non de Toilette, con quello che costano…