uscita-a...-razzoLa mattina presto somiglia così tanto alla notte. L’ho scoperto questa settimana. Sto facendo una supplenza in una scuola media e alle sei il paesaggio è lo stesso di quando torno da una serata. La città che si sveglia è quella che va a dormire: è solo un passaggio di consegne tra i notturni e i mattinieri. Di ragazzini se ne vedono pochi a quell’ora, solitamente vivono nelle vicinanze della scuola. O magari li accompagna il papà in macchina..L’autobus, dunque, è gremito di professoresse: con le loro borse di plastica piene di libri, i thermos col caffè da bere all’intervallo, le chiacchere sui “casi” della classe, quello che verrà sicuramente bocciato, che quest’anno non lo portiamo in gita, quella che è migliorata e forse per giugno raggiungerà gli obbiettivi minimi…Sono così tante le cose che non so e che scopro ogni giorno. Da qui ho stillato un ideale regolamento per tutti i neo insegnanti. Cose che dovrebbero essere alla base dei programmi di abilitazione…
1) Il registro elettronico al quarto piano non prende. Questa diavoleria tecnologica è un tablet dal funzionamento misterioso, ma molto pericoloso perché, se usato male, si possono far saltare le assenze di tutta la settimana. A volte fa scherzi di questo tipo anche ai consigli di classe provocando lo sgomento di tutti. Per fortuna io, essendo supplente, per ora posso limitarmi al cartaceo.
2) Lo smistamento. Un’operazione che vi consiglio di fare molto rapidamente e con l’aiuto almeno di una bidella. Come in tutto, se i ragazzi si accorgono che non siete capaci, ne approfittano. L’altro giorno allo squillo della campanella e senza un minuto di anticipo mi gridano in coro: “Prof ora deve fare lo smistamento”. Io, che non avevo  idea di cosa fosse, inizialmente mi sono immaginata qualcosa tipo pratica militare con tanto di flessioni. La seconda immagine è stata quella di una prova evacuazione bomba coi ragazzini che si calavano dalle finestre… Nella realtà vedo invece che ogni alunno prende in mano la sua sedia ed intuisco, con orrore, di doverli dividere perché l’insegnante dell’ora dopo è assente. Ma in quali classi? Nel frattempo mi stanno aspettando in 2B, che devo anche scoprire a che piano sia. Ma i bidelli non ci sono? No, direbbero le insegnanti sul bus. Ed ecco la terza regola…
3) Quando servono i bidelli non ci sono mai. Naturalmente i ragazzi, col cameratismo che li contraddistingue, nascondono il foglio in cui sono indicate le classi in cui devono essere smistati, perché a loro non piacciono, ma tanto io non avrei saputo il piano. Forse dovrei prendere in mano una sedia anche io e cominciare a frustare per terra verso il gruppo come per ammaestrare le tigri, gridando: “OH, Oh”
4) Il diario con le giustificazioni. Ora è differente da quando andavo a scuola io che ognuno aveva il suo diario: Candy Candy, la Smemo, Beatrix Potter, Le Ninja Turtles.. Tutti hanno lo stesso diario dove nelle ultime pagine ci sono i fogli-giustificazioni che bisogna portare se si è stati assenti il giorno prima. L’insegnante deve firmare il primo cedolino che rimane sul diario, firmare il secondo e strapparlo per conservare la copia nel registro. Cosa che naturalmente mi hanno spiegato i ragazzi. Come se si fosse in banca. Sembra facile, ma nell’atto di prendere il cedolino si rischia di strappare tutta la pagina. Spesso loro lo fanno fare a te perché ti reputano più preciso. Inutile dire il risultato dei miei tentativi. “Ma no prof, così strappa tutto…”
5) I consigli di classe sono tenuti in un’aula che ha la temperatura di 5 gradi. Così il giorno dopo sull’autobus delle maestre è tutto un: “Mi è tornata la bronchite, io ho mal di schiena, senti che raffreddore…”
Ma i momenti più divertenti sono quando mi danno le loro risposte. Per esempio: “Il jazz è una musica suonata con gli strumenti vecchi”. I gesti degli insegnanti, accompagnare i ragazzini all’ultima ora fino alla porta, le grida e le minacce dei prof che se passi in corridoio non senti note così neppure davanti alle aule di lirica, sono rilassanti, mi danno sicurezza. Ogni tanto penso che sia utile cambiare il proprio ruolo. Poi per un cantante è eccitante trovarsi di fronte ad una platea simile. Quale spettatore migliore di una classe delle medie? Se si diverte nelle tue ore hai vinto su ogni tipo di pubblico.
E’ una bella sfida: non una gatta da pelare, ma una classe da smistare.

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