scuolaLe supplenze son crudeli. Quando si inizia è un incubo perché gli allievi si approfittano del fatto che non li conosci e sei supplente. Quando si finisce è un incubo perché hai appena imparato a trattarli e li devi lasciare. Non avrei mai immaginato di commuovermi di fronte all’abbandono di 180 ragazzi. E che qualcuno si commuovesse a sua volta. Ma questa esperienza mi ha insegnato molto.
Anche io posso svegliarmi alle 6, ma solo recuperando con micro pisolini, in realtà piccoli svenimenti, durante il corso della giornata. Gridare in classe serve solo a perdere la voce. Se i compiti di castigo spaventano i ragazzi, le note servono a ben poco. Si impara a truccarsi anche sul 17 in corsa. Non bisogna mai lasciare silenzi: gli alunni soffrono della sindrome dell’horror vacui e riempiono il vuoto col caos infernale. “Cristoforo Colombo ha inventato il pianoforte“. In realtà l’invenzione è di Bartolomeo Cristofori, ma quando l’allieva l’ha detto così convinta, per un secondo, ci ho creduto anche io. E’ inutile mentire, loro ti vedono dentro e sbagliano raramente. In classe spesso sono delle carogne, bisogna essere severi in questo e cercare di minare il meccanismo alla nascita. Per esempio, se uno reclama il voto di un altro perché troppo basso, da me si becca un compito di castigo. Per alcuni dimostro 47 anni. Per altri 25. Non c’è un perché se una classe ti odia, ti odia e basta. Non c’è un perché se una classe ti ama, ti ama e basta. “Il padre di Beethoven era alcolico” Affermazione riportata in una interrogazione. Ogni classe ha un’ossessione: quando la conosci sai come affrontarla. In una classe erano le macchinette del piano terra. Bisognava evitarle come la peste. Non è detto che le ragazze siano meglio dei maschi. “Beethoven era un bambino perverso” (???Intendevano introverso) Ora so come si fa una evacuzione anti incendio. Quando gli si promette una cosa bisogna mantenerla. Quando si minaccia una cosa bisogna mantenerla. Coi bambini di prima media non bisogna essere troppo duri se no si mettono a piangere. Poi ci si sente dei mostri. Sono un po’ adolescente anche io. Non sempre capiscono l’ironia. L’intervallo con le terze è un incubo. Mai perderli d’occhio, neanche in bagno. Da una interrogazione: “I romantici essendo l’opposto degli illuministi erano tutti degli ignoranti” . Non svelare mai se sei filo genoana o filo  sampdoriana. Soprattutto ai bidelli. E sempre per citare un ragazzo: “Il piccolo Mozart era un ragazzo fenomeno”. L’espressione corretta era bambino prodigio.
Grazie. Mi avete fatto dimenticare le sveglie all’alba e, andando a dormire prima delle 22 e 30, il fatto di non aver visto neanche una puntata di The voice dall’inizio alla fine. Non vi dimenticherò. Per chi volesse salutare la prof. Lorusso e dare il benvenuto alla Minavagante presto ci sarà una festa di fine anno al karaoke di Brignole. Accorrete numerosi. E speriamo di rivederci a settembre.

 

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