Inside-out-isole-della-personalita-1024x576-300x168Inside out è un film neurologico. Ti “entra in testa” e come una risonanza magnetica permette di vedere cosa hai dentro. Si parte dal fatto che cinque principali emozioni sono quelle che muovono gli esseri umani. State pensando “quel genio della Minavagante” lo so, ma vi giuro che la personificazione è illuminante. Gioia infatti emana una luce particolare, Tristezza è bassa, cicciottella, con gli occhiali ed ogni tanto si sdraia per terra per farsi trascinare, Rabbia è rosso e tarchiato come un difensore di calcio, Paura sembra un prof delle medie e Disgusto una consulente d’immagine.
I ricordi base sono quelli che creano le isole della personalità. La protagonista Riley ne ha 5: l’isola della famiglia, quella dell’amicizia, quella degli scherzi, quella dell’onestà e quella dell’ hockey. Vi racconterò le mie: non solo quali sono, ma anche come sono fatte.
L’isola della musica è un locale seminterrato dove Frank Sinatra e Billy Holiday duettano mentre nel retro Kurt Weill compone perché di là c’è troppo casino.
L’isola della scrittura è una sorta di palazzo che sembra quello di Gatsby nel romanzo di Francis Scott Fitzgerald. Gli scrittori chiacchierano amabilmente nel salone e vivono in stanze comode dove scrivono, pensano e fanno all’amore. Sul divano si può incontrare la Fallaci che litiga con Cubeddu, sulla terrazza Cinzia Felicetti che scrive gli aforismi di Oscar Wilde sul suo Moleskine e tutta la zona giardino è abitata da poeti dove la Merini spicca per l’amicizia con W. H. Auden.
Poi l’isola della famiglia dove mio papà è in giardino che lavora e mia mamma sulla passeggiata che raggiunge la biblioteca di Varazze a piedi.
L’isola della seduzione è quella dedicata all’amicizia e all’amore. Questa cambia spesso forma perché, come in Lava che precede meravigliosamente Inside out, emerge e si sotterra a causa di movimenti tellurici. Questi non sono causati dal cambiamento della crosta terrestre, ma da tsunami emotivi in cui Gioia, Rabbia, Tristezza e Disgusto agitano i mari del mio cuore.
Infine ci tengo all’isola del mare. Che è un’isola nell’isola: accessoriata di lettini, una libreria aggiornatissima divisa per case editrici e anche un’edicola mi andasse un settimanale femminile. Il ricordo base viene da un soggiorno in un hotel di Capri strepitoso che fecero i miei zii e che aveva la spiaggia privata. Io ho visto solo le foto, infatti è un po’ mischiato con la spiaggia di San Giuliano a Genova. C’è un barista tutto per me che è quello che lavora al Banano Tsunami d’estate e fa dei Martini cocktail strepitosi. Il vicino di lettino è sempre qualcuno con cui è fichissimo chiacchierare e naturalmente c’è sempre il sole.
Quali sono le vostre isole della personalità e come sono fatte?

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