Mercatino delle pulci, Strasse 17 Juni, (Tiergarten) Berlin.

Bambole e vecchi mappamondi.
Cartine geografiche ed orsacchiotti di pezza.
Strumenti da dentista e gioielli preziosi.
Tutto steso su tovaglie di velluto.
A loro volta adagiate su tavolini.
Dietro ai quali, quasi a proteggersi, ci sono loro: i Berlinesi.
Anziani o giovani che siano, mi fissano proprio come i loro oggetti.
Con un certo sospetto, il più delle volte confermato dai comportamenti dei tanti turisti che popolano i mercatini alla ricerca di rarità del periodo della DDR.
Quanto costa questo, quanto costa quello, posso fare una foto?
Ma è importante che, cose o persone che siano, a Berlino guardino.
Non sono disattenti e con l’occhio sempre puntato sui loro smartphone.
Non sono persi nei problemi quotidiani.
Non sognano nemmeno ad occhi aperti.
Ma sembrano curiosi dei miei lineamenti, della mia voce, del mio accento, di come sono vestita.
Come se non avessero altro da fare, se non guardarmi.
Per loro provengo da un altro mondo.
Un mondo dove nei locali non si fuma perchè fa male.
Un mondo dove fa caldo, qui che l’estate è un lunghissimo autunno.
Un mondo esotico e privo di nostalgia.
Dove nessuno si guarda più.

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