Successione vertiginosa di messaggi vocali

Io, per i messaggi vocali, un ragazzo l’ho praticamente perso.
Schiacciava play sulla app e mi guardava con gli occhioni azzurri.
Mi puniva, facendomi risentire.
E devo dire che grazie all’orribile suono della registrazione ed alla vacuità delle conversazioni estrapolate dal contesto, raggiungeva pienamente l’obiettivo.
Ma perché alle donne piacciono tanto i messaggi vocali?
1) La prima e santissima ragione è che hanno unghie troppo lunghe per smanettare sulle tastiere quanto vorrebbero.
Cose difficili da comprendere per un maschio. Per esempio, la soluzione del ragazzo sopracitato alla questione, era:
Tagliati gli artigli e ricomincia ad usare le dita“.
2) Appagano pienamente una natura multitasking.
Meccanismo sconosciuto ai maschi.
Mentre registrano al mal capitato i loro più profondi turbamenti, possono guardarsi attorno, flirtare col vicino di tavolo e anche salutare in caso di incontri inaspettati.
Capita spesso che una mia conversazione sui massimi sistemi sia intervallata da un:
Ciao Mario come stai?”
Con successive scuse nei confronti dell’interlocutore, motivate dal fatto che Mario non lo si vedeva in giro da molto tempo.
3) La sintesi, nei messaggi vocali, non esiste.
Ci si può perdere in lunghissimi ragionamenti, nel mio caso quasi sempre d’amore.
Mi raccontarono di un messaggio vocale di una donna ad un’altra di 20 minuti secchi.
Io che mi sono data come massimo (Daniele Navone scusami!) i sette minuti, ho provato stima soprattutto per l’ascoltatrice.
4) E poi ci sono le questioni di romanticismo: quante serenate ho cantato al mio amore in un messaggio vocale?
E se la mia è deformazione professionale, quante ragazzine hanno registrato al concerto, allegando cuori e bacini, il pezzo del loro cuore tramite un vocale?

A parte gli scherzi, a volte sento qualcuno che si lamenta dell’inquinamento acustico che arrecherebbero questi messaggi.
Del fatto che sono i selfie della comunicazione, disfunzionali, ridicoli e arroganti.
Si dice che trovino le loro origini nel mondo militare, in particolare nei walkie talkie nati per impartire ordini, togliendo ogni possibilità al dialogo.
Quando sento tutto questo, penso sempre con quale magia ogni giorno
onde, canto di grilli o frinire di cicale, saluti di bambini, voci degli amanti, poesie recitate sottovoce o risate a squarciagola,
attraversino cieli, spazi e continenti solo mantenendo premuto un tasto.

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