Io, di bambini appena nati, ne ho conosciuti pochi.
Poi in generale non è che mi facciano impazzire.
Infatti, vorrei che mio figlio nascesse direttamente adolescente.
Crisi esistenziali, pillola del giorno dopo si o no o, col dubbio, se sia meglio una canna o una sbronza nei vicoli.
Ecco, per farvi capire. Quindi quando c’è un neonato in giro, cerco di starne alla larga.
Qualche annetto fa ebbi una brevissima, ma molto intensa, convivenza con due gemelli. Ma erano più grandi, avevano almeno un mese o due. E poi mi erano naturalmente più familiari, al Dams volevo laurearmi sui gemelli nel cinema.

Alberto l’ho conosciuto domenica pomeriggio.
E mi ha fatto capire alcune cose molto importanti.
-I bambini così piccoli stanno in un posto a parte.
Appena entri, c’è un odore particolare. Qualcosa che sta tra il latte e la pasta di Fissan. Un odore che sa di nuovo, come è nuovo Alberto.
-In questa stanza ci deve essere un po’ buio. Una luce sottile, di riposino pomeridiano.
Inoltre, questo luogo deve essere anche molto silenzioso. I grandi sono obbligati a parlare piano. L’unico che può liberamente gridare, piangere e disperarsi è Alberto.
-Quando Alberto non smette di piangere c’è il biberon.
Da questo evinco che più un neonato mangia, più dorme.
Direi che vale anche per gli adulti.  Esclusa la peperonata.
Ma, mentre Alberto frigna, ogni zia o mamma dell’amica passi, aggiunge di metterci qualcosa, in questo biberon.
E sottolinea, attenta che nessun’altro la senta:
Al contrario di quello che dicono le pediatre”.
Con quello stesso misto di spocchia e senso di colpa di quando si rivela il posto segreto dei porcini.
L’ingrediente cambia, ma va comunque tritato.
In un pomeriggio ho sentito: dai Mellin, ai Plasmon fino ad arrivare alla pastasciutta.
Che io e la neomamma in questione, ci siamo spaventate tantissimo.
Così piccolo, infatti, potrebbe sembrare un tentativo di omicidio.
– Ma se nemmeno il biberon funzionasse, lo si mette nella Spa, come la chiama la mamma.
Una sorta di bagnetto rilassante.
Al contatto con l’acqua il bambino assume espressioni goderecce.
Qualcosa che gli ricorda il liquido amniotico, probabilmente.

Ecco, la faccia che vedete nella foto sopra, è frutto di un biberon notturno.
Senza niente dentro, ci tengo a sottolinearlo.
Chissà se i miei figli adolescenti, la faranno mai una faccia così.

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