Venerdì sera prendo la scala e mi arrampico sull’armadio.
Tiro giù il pino ben incastrato in fondo alla parte più alta del mobile, facendo cadere dall’alto:
Un mixer a 14 ingressi.
Un faretto da concerto che fa un rumore assurdo.
Entrambi si disintegrano e mi sbilanciano così tanto che se non cado dalla scala è un miracolo di Natale.
Scesa da lì, mentre sono in attesa della mia amica per montare tutto, mi rendo conto della cosa peggiore che possa succedere prima di fare l’albero di Natale.
Non ho le decorazioni.
La casa è troppo piccola e l’anno scorso le ho mandate, insieme alla pelliccia leopardata, a Milano.
Segue un’ infinita malinconia per i restanti giorni del week end.

Poi la vita, come sempre, mi stupisce.
Col presepe.
Un amico mi manda una foto del suo.
Non è il classico presepe, ma  ha ospiti eccezionali come il Re Sole e la ex Regina di Olanda.
Lo trovo meraviglioso, un motivo per continuare.
Per lottare.
Per affrontare la settimana e buttarmi alle spalle l’inconveniente dell’albero di Natale.
Un motivo per fare un presepio tutto mio.
L’amico mi dice: “Tutti abbiamo in casa cose che permettono di fare un bel presepe.”
Realizzo il mio in pochissimo.
Il tempo di pensarlo ed è già pronto.

Per non eccedere in eresia e dato che è stata da poco la sua festa, parto con una statuina della Madonna che mia zia mi portò da Medjugorje.
Tempo fa, era caduta sul pavimento, e si era spezzata in due.
Forse avevo perso la fede, ma poi l’ho riattaccata con l’Attack.
E si sa la fede, dopo ogni crisi, torna più forte di prima.

Poi aggiungo il Bambino Gesù.
Ad Arenzano c’è il Santuario del Bambino di Praga.
Un Gesù Bambino particolarmente alla moda, con delle bellissime vesti.
Sono particolarmente legata al Bambino di Praga perchè mi ha aiutata lo scorso anno in un momento difficilissimo.
Quando lo andai a visitare al Santuario, per averlo sempre vicino, ne comprai uno da attaccare al frigo, in ceramica.
Ed eccolo al centro della Sacra Famiglia.

San Giuseppe è interpretato da una piccola volpe elegante.
Magari non è il massimo, ma l’alternativa era un Teletubbies verde.

E infine un tappeto di specchio fatto da un portasciugamano del bagno.
Di quelli che col peso dei miei accappatoi durano un paio d’ore da quando li attacco.
E sopra di esso il dono dei re Magi: il mio ex anello di fidanzamento.
Il brillocco per eccellenza.
Il solitario.
Simbolo di unione e di perdita. Di fine e rinascita. Di croce e delizia.
Buon Presepe a tutti.

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