MAN RAY, Larmes de verre, 1932.

Appena ho fatto le ciglia
Non posso bagnarmi la faccia.
Nè andare in piscina
O fare una doccia.
Se no la colla non tiene.

Ma appena ho fatto le ciglia
I miei amori partono
Per non tornare mai più.

Appena ho fatto le ciglia
Il mare diventa pulito e tutti, nel blu,
nuotano felici,
tranne me.

Appena ho fatto le ciglia
I mendicanti mi chiedono l’elemosina
Vestiti d’estate d’inverno
E d’inverno d’estate.

Appena ho fatto le ciglia
Qualcuno muore improvvisamente
Lasciandomi ancora più sola.

Appena ho fatto le ciglia
le temperature si alzano
e mi cadono goccioline di sudore, proprio dagli occhi.

Appena ho fatto le ciglia scoppiano guerre,
donne violentate e bambini abbandonati,
magari anche in Africa, con quelle pance gonfie d’aria.

Appena ho fatto le ciglia, mi invitano al cinema
e son sempre film drammatici, mai commedie.

Per la cena, la sera che ho appena fatto le ciglia, infine,
mi tocca tagliare cipolle per farne una zuppa.

Tantochè, appena ho fatto le ciglia,
al mattino le ritrovo sul cuscino,
come fossero l’ultima cosa che resta di me.

 

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