Il grammofono

Da un po’ di tempo desidero uno stereo.
Studiando e insegnando ho sempre vissuto la musica come un lavoro.
L’ascoltavo sul computer, su registratori digitali o al massimo, quando mi sentivo un po’ sola, alla radio/tv.
Negli ultimi anni, quindi, non ho sentito il bisogno di qualcosa che riproducesse suoni in modo consono all’ intimità della mia stanza.


Sotto gli ombrelli colorati

Sotto gli ombrelli colorati
sta l’ombra grigia.
Del mio cuore di vetro soffiato,
cartavetrato.
Sotto gli ombrelli colorati
magari porta male,
come cappelli sul letto.
Sotto gli ombrelli colorati
ottagoni di marciapiede
che, da quando ci sono
nemmeno piove,
ma neppure c’è il sole.



Curarsi con la musica

Il mondo della scuola continua ad osannare la potenza della musica: dalla primaria inferiore alla secondaria di secondo grado.
Se si sente parlare i dirigenti del Miur, sembra che si voglia creare nelle scuole una doppia strada: da una parte far specializzare i musicisti, dall’altra formare un gusto anche per gli altri.
Insomma sembrano dire: hanno fame? che mangino musica.
Non proprio tutti, però.