Il mondo della scuola continua ad osannare la potenza della musica: dalla primaria inferiore alla secondaria di secondo grado.
Se si sente parlare i dirigenti del Miur, sembra che si voglia creare nelle scuole una doppia strada: da una parte far specializzare i musicisti, dall’altra formare un gusto anche per gli altri.
Insomma sembrano dire: hanno fame? che mangino musica.
Non proprio tutti, però.
Nel giro di alcuni anni, una legge che vuole riqualificare gli istituti tecnici professionali, toglierà questa disciplina.
Nell’indirizzo sociosanitario, infatti, c’erano 2 ore di musica in seconda superiore.
In prima, invece, di arte. Entrambe saranno sostituite da 4 ore in laboratorio di metodologie.
Insegnamento di cui, secondo loro, un operatore sociosanitario ha più bisogno.
In questo e nello scorso anno, mi sono occupata di musica in questi istituti.
Entrata per la prima volta in classe, voi ragazzi eravate pronti ad assalirmi.
Mi volevate sacrifcare come capro espiatorio di un sistema che vi stanca, annoia e a volte obbliga a lasciare.
Una materia, che sarebbe durata solo un anno.
A cosa serve? Mi chiedevate, vedendomi.
Voi che cercate sempre la catena debole del meccanismo per far casino, ribellarvi, sfogarvi.
Voi che a 16 anni adorate la musica e non fate altro che visualizzarla.
Ma se vi chiedono quale strumento state ascoltando, avete difficoltà a riconoscere un basso da una chitarra o una voce alta da una grave.
Quando lo imparate però, vi sentite veramente fieri.
Anche di trasmetterla, magari per curare.
Come dovreste fare da operatori sociosanitari.
Ecco, in questi due anni ci siamo curati a vicenda.
Mi avete cantato le vostre canzoni assurde e incomprensibili e ho fatto finta mi piacessero.
E voi, lo stesso con me.
Le vostre voci, per lo più stonate, mi hanno guarito e io ho sanato il vostro bisogno di fare, dopo tante ore seduti ad ascoltare.
A volte vi siete commossi l’ultima lezione, a volte è finita con un “Per fortuna prossimo anno non la vedremo più”.
E io che credevo che per riqualificare i sociosanitari, la musica sarebbe stata biennalizzata.
Purtroppo, tra due anni non ci vedremo proprio più.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *