Strategia 2: tappi più cuffia antirumore

Ogni volta che finisce la scuola, ho un monte di ore di sonno da recuperare impressionante. Nemmeno dopo gli interrail della gioventù, giungevo a casa così bisognosa di dormire.
Ogni volta che finisce la scuola, nella mia fantastica dimora in Venti Settembre 20 inizia una nuova ristrutturazione. Abituata ai lavori continui, motivati da uno stabile con più di 100 interni, ho imparato a difendermi con alcune strategie.
In primis provando a stipulare trattative orarie coi lavoranti.
Ricordo ancora il bellissimo rapporto epistolare che un anno fa intrattenni con quello dell’interno del quarto.
A fine lavori gli offrii un aperitivo.
E siccome aveva qualche problema di cuore, lo andai anche a trovare in ospedale.
Da aprile sono in contatto con i due massoni dell’interno del secondo alla mia destra, bravi ragazzi la cui umanità verrà ripagata.
Ma ora è troppo.
Attaccano da tre piani diversi: il terzo, il quinto e il quarto.
Dalle sette del mattino sono la principale utente di in un concerto di motoseghe, mazzette, scalpelli e trapani elettrici.
A volte non ne capisco nemmeno la provenienza.
Ho intrapreso dunque la strategia 2: unire ai tappi nelle orecchie le cuffie antirumore.
Ve ne sono disponibili di diversi colori, modelli e prezzi.
Ma questa volta nè patti, nè strategie sono serviti.
Finito uno, inizia drammaticamente l’altro.
Negli ultimi giorni degli scritti di maturità, ho anche optato con quella che chiamo l’ultima spiaggia.
Dormire in un adorabile hotel di via Venti Settembre.
Dunque in questa settimana, quando avevo già perso ogni speranza e mi muovevo sconsolata verso una delle agenzie immobiliari della via, mi è venuta un’illuminazione.
Mappando tutti gli interni vicini ai due piani adiacenti al mio, ho cercato di segnare quale appartamento fosse ristrutturato e quale non ancora.
Al mi ama o non mi ama dei petali di una margherita, corrispondeva un interno ristrutturato o non ristrutturato.
Il risultato è che mi ama.
Finito questo trio, gli alloggi  limitrofi dovrebbero essere tutti a posto.
Con questa nuova consapevolezza è, quasi, valsa la pena di sentirli ristrutturare tutti.

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