17 agosto , Venerdì

L’indomani mattina sul tavolo trovo un biglietto.
“Domani partiamo”
Il sogno di entrambi è sempre stato andare in Francia.
Un viaggio in macchina lungo la Costa Azzurra.
Non siamo mai stati via insieme.
La chiamo.
Dice che vuole un hotel con piscina.
E dalla piscina che si veda il mare.
Che ora è nel savonese.
Che è anche passata dalle bambine.
E ha accennato a suo marito di aver bisogno ancora di qualche giorno per l’evento. D’altronde è un lavoro duro.
La festa avrà proporzioni luculliane.

Dove ci vediamo? Le chiedo.
Raggiungimi verso ponente, lasciamo la mia macchina in quel parcheggio a Voltri e continuiamo con la tua.

Finita la telefonata faccio una cosa che non facevo da quando ero adolescente.
Vado a comprarmi un costume.
Malgrado sia tempo di saldi, punto un negozio carissimo.
Le fantasie sono delicate e appropriate alla mia età.
Ma giocano con una giovinezza che non ho.
Ho speso più di quanto pensavo si potesse per un costume da bagno.
Faccio una specie di valigia.
Tanto si starà via solo un paio di giorni, per il week end, penso.
Mi sono sempre chiesto come fosse quando accade qualcosa che desideri da tanto.
Succede che non te ne rendi conto.
Vado a bere anche solo per non pensare al domani.
Opto per un whisky al bar di sotto.
Quando risalgo mi addormento quasi immediatamente.
Prendo l’auto, prendo la valigia. E l’autostrada fin dove si può continuare.
Il tratto Genova Aereoporto è chiuso in entrambe le direzioni per la caduta del ponte Morandi.
Sono le 11, le invio un sms dalla mia parte di ponte.
Lei mi risponde dall’altra.
Due macchine che perimetrano un universo spezzato in due.
Un mondo che ci divide senza soluzione.
Nel giro di un minuto ci scriviamo un nuovo messaggio.
Lei scrive: “Io resto.”
Io rispondo: “Io vado.”
Entrambi ripartiamo verso le nostre vite.
Nella mia c’è il mare.
Quel costume è troppo caro per non essere utilizzato.

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