A Genova la Rinascente aprì nel 1920.
A Genova la Rinascente chiuderà nell’ottobre 2018.
Gabriele D’Annunzio ne ideò il nome.
Il grande magazzino nacque con l’intento di permettere un approccio democratico al lusso.
La versione italiana della Gallery Lafayette a Parigi o il Kaufhaus des Westens a Berlino.
Ma, data l’imminente chiusura, da meno di un mese, bicchieri di cristallo, posate di design, scarpe di marca, complementi d’arredo ed abiti griffatissimi, giacciono abbandonati sui tavoli.
Attaccato rimane solo il prezzo iniziale.
Una spaventosa cifra piena di zeri sovrastata da una percentuale.
Quasi tutti gli articoli sono scontati all’ottanta per cento.
Questi oggetti, che hanno passato la vita ad essere solo guardati perché irraggiungibili, ora sembrano per la prima volta terrorizzati di passare inosservati dalla folla di avventori.
Le persone si accalcano, non capiscono le offerte, fanno le percentuali con la calcolatrice.
In via Vernazza c’è un mondo di meraviglie che, il più delle volte, non servono a nulla.
D’altronde la natura del lusso è quella di essere qualcosa di inutile.
Condizione che in un fallimento spicca ancora di più.
Ma, quando gli oggetti chiamano, io non volto le spalle.
E vi esorto a fare lo stesso.
Andate a prendervi un pezzo di Rinascente ed ospitatelo nella vostra casa.
Ve ne sarà per sempre riconoscente e in un qualche modo la farà rinascere.
Donando nuova linfa al vostro arredamento, ritornerà della sua bellezza originaria.
Sono disponibili le cose più curiose e qualcosa certamente risponderà al vostro gusto.
L’importante è non lasciare morire di abbandono quei manufatti.
Di giorno in giorno, ammucchiata in quello che è diventato un grande mercato al chiuso, la materia soffre e sembra perdere la sua esclusività.
Nel mio caso, per esempio, ho potuto dar finalmente sfogo alla passione nascosta per la corrispondenza epistolare.
Ho comprato un set di sigillo e cera lacca con timbro personalizzato con il Duomo di Milano.
Userò il simbolo dello storico magazzino per dare un tocco di milanesità alle mie missive più importanti.
Ho completato con l’acquisto di biglietti raffinatissimi.
Raffigurano modelle che indossano abiti originali degli anni ’40.
Non avrei potuto chiedere qualcosa di più rappresentativo del mio gusto.
Li userò per ringraziare per le gentilezze a me rivolte e per quei pensieri che spesso mi giungono inaspettati.
Pregustando la gioia di chi li riceverà, li imbusterò e sigillerò con la mia cattedrale di cera, rossa e sontuosa.
Ora tocca a voi.
Buona Rinascente a tutti.

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