A volte è qualcosa di esterno a dirci cosa dobbiamo o non dobbiamo fare.

L’altra sera ero molto indecisa se laciarmi trasportare od oppormi, se cedere o continuare, se fidarmi delle mie convinzioni o abbandonarle.

Da quando vivo a Genova l’elettricità è saltata in via XX solo una volta. Il 10 ottobre del 2014 la città è stata invasa da un’onda d’acqua terribile ed è rimasta senza corrente. Sono successe cose spaventose.

L’altra sera nel culmine della mia decisione/ indecisione la luce si è spenta, lasciandomi al buio.

Un lunghissimo minuto di silenzio. Senza frigoriferi che frusciano, orologi che ticchettano e spazzolini che illuminano. Senza cellulari che caricano, lavatrici che girano e luminarie che ronzano.

Poi tutto ha ricominciato a funzionare. Anche la mia testa, la mia volontà, la mia scelta e la mia determinazione erano più forti di prima.

Solo la lampadina del bagno si è bruciata. L’ho cambiata con una che avevo lì e che era vecchia e consumata.

Quando sono andata a dormire pensavo fosse tutto spento. Ho aperto gli occhi, l’ultima volta prima di cadere nel sonno, e quel fioco lume era rimasto acceso.

Era così basso che non me ne ero accorta. Sembrava voler confermare la mia scelta. Perché mi confortasse non l’ho spento per tutta la notte, come quando ero bambina.

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